29 luglio 2005

Colazione....? no cena!


Ieri sera era a cena da noi una carissima amica. Avevo fatto i muffins salati, ho pensato ad una presentazione un po' buffa e li ho serviti con una crema fredda di fagioli e origano, ho servito in un bicchiere in modo che sembrasse il caffelatte del mattino.

La ricetta è una non ricetta
CREMA FREDDA DI FAGIOLI
fagioli cannellini lessati (o in lattina)
sale
origano
Frullare i cannellini allungando la purea con acqua o brodo, per parecchio tempo in modo da ottenere una crema fluida e omogenea. Condire a piacere, servire freddo d'estate, tiepido d'inverno.

28 luglio 2005

Muffins salati


Non ho ancora inquadrato perfettamente il mondo dei muffins, che in teoria dovrebbero essere caratterizzati non solo dalla tipica forma ma anche dagli ingredienti e dal procedimento. In realtà, ricette di torte di ogni genere vengono spacciate per muffin solo per via della forma. Nella mia ricerca del muffin perfetto (buffa ricerca, visto che non ho mai assaggiato un "original muffin") credo di aver capito che il procedimento prevede: ingredienti secchi da una parte, ingredienti liquidi dall'altra, unire mescolando il meno possibile, riempire gli stampini e cuocere.
Credo, però, che anche sotto il profilo degli ingredienti ci siano delle regole, ma non le ho ancora scoperte anche se, non chiedetemi perchè, sono fermamente convinta che i muffins debbano avere poche uova, consistenza non troppo liquida, la presenza necessaria di un grasso, un sapore non troppo dolce se sono dolci e non troppo salato se sono salati... una consistenza all'interno un poco umida, ma non pastosa dopo la cottura.
Al momento mi sono imposta di non mangiare dolci e dunque il mio esperimento è sui muffin salati. La partenza è la ricetta di NONNAPAPERA alias Anna Moroni della Prova del cuoco (ti sei lavata le mani tesoro?). Ho compiuto qualche variazione, in base agli ingredienti che avevo e non avevo, il bello è che l'impasto base può essere utilizzato per smaltire qualsiasi avanzo, nel mio caso zucchine saltate con cipolla di tropea, un fondello di guanciale (ci sarebbe stata meglio la pancetta affumicata), un poco di parmigiano. Mi era venuto in mente di cospargere di semi di sesamo ma mi sono dimenticata (fa caldo, veramente caldo), in più il ripieno era molto umido e si sono afflosciati, la prossima volta andrà meglio!
Ecco dunque la ricetta originale da tenere come base per ogni variazione la nostra fantasia ed il nostro frigo ci propongano
MUFFIN AL FORMAGGIO
250 ml latte
250 gr farina
1/2 bustina di lievito per torte salate
1 uovo
30 gr di burro
sale
una puntina di cucchiaio di zucchero
80 gr goviera
Mescolare insieme gli ingredienti liquidi, in un'altra ciotola mescolare gli ingredienti solidi (compreso il formaggio), aggiungere i liquidi ai solidi mescolando il meno possibile, non preoccuparsi troppo dei grumi, aggiungere ulteriori ingredienti fantasia purchè già cotti (es. cipolle stufate, pancetta, zucchine stufate) con un cucchiaio versare negli stampini, riempiendo fino a due terzi. Cuocere a 180 gradi per 20 minuti circa.

26 luglio 2005

Tramezzini e altre amenità


Chissà come mai a volte ci si fissa con un cibo e si mangerebbe solo quello. Per un periodo, al liceo, se avessi potuto avrei mangiato solo ravioli al vapore, quell cinesi con dentro la carne . Da un po' di tempo sono passata ad una cosa molto meno esotica, i tramezzini al tonno. Mi rendo conto dell'assurdità della cosa ma adoro i tramezzini al tonno, sono freschi, gustosi, saporiti, morbidi e croccanti. Ultimamente adotto la versione ad un solo piano, ma non disdegno quella a due con uno strato solo vegetariano ed uno di tonno e pomodoro. Non metto una ricetta, sarebbe ridicolo, ma vi dico come faccio: spalmo la prima fetta di maionese, ci metto sopra il tonno spezzettato, condito con solo limone, poi pomodoro, lattuga, bella croccante, fett spalmata di patè d'olive ( un velo altrimenti uccide i sapori). Se si aspetta un po' prima di mangiarli si amalgamano meglio.

25 luglio 2005

Lago

Questo finesettimana un po' di lago. Non riesco a capire come mai, appena sbuco dalla galleria e intravedo il primo pezzetto del Lago di Como, immediatamente la palpebra si abbassa e mi coglie un sonno imperituro, che non riesco a sconfiggere nemmeno dormendo 15 ore. Spero almeno di aver recuperato gli arretrati. In una pausa tra un riposino e l'altro siamo andati in gita a Sorico, non con il vapore, di cui inserisco ugualmente una foto perchè mi piace da matti, ma con la macchina. La meta era il ristorante Beccaccino, specialità pesce di lago pescato dagli uomini di famiglia, le donne in cucina (mah...).


Quello che vedete è un antipasto misto di lago, quasi tutti carpioni, poi penne ai gamberi di fiume, veramente polposi, risotto al pesce persico e lavarello ripieno alle erbe. Ho trovato tutto squisito, sopratutto il lavarello alle erbe, ma c'è chi ha commentato che il pesce di lago non lo convince del tutto, troppo slavato!

22 luglio 2005

Che strana giornata



Oggi è una giornata strana, ho un sonno disperato, ma allo stesso tempo sono piena di energia, sono un po' angosciata dagli eventi, da quello che il mondo nel suo insieme e la vita nel mio piccolo mi possono presentare, ed al contempo mi sento vitale. In questa situazione un poco schizoide credo sia arrivato il momento di inserire una variazione di un dolce che ho imparato da mio nonno. Il nonno faceva i dolci e le patate saltate, questi erano i suoi compiti. Si era specializzato: innanzitutto le marmellate, poi lo strudel di mele, la sfogliata di mele, lo zabaione ed il dolce connubio. Il dolce connubio era un dolce tradizionale della sua famiglia, il concetto è semplicissimo: uno strato di savoiardi imbevuti nel marsala, uno strato di marmellata, uno strato di crema inglese a raddoppiare. Tutto sta nella mano del cuoco, che deve saper dosare liquore, biscotto, crema e marmellata. Le marmellate più usate erano prugne o arancia, io adoravo questo dolce, più che altro per la crema inglese, che cercavo sempre di rubare dalla coppa.
Qualche tempo fa per una cena mi è stato chiesto un dolce al cucchiaio ed ho pensato di rielaborare quel dolce ricordo in questo modo.

Un mese e passa dopo la pubblicazione di questo post mia mamma ha mandato delle precisazioni, così ho modificato il nome della ricetta, riportandolo a quello originale.

FELICE CONNUBIO CON VARIANTE
savoiardi
marmellata di arance
panna
uova
zucchero (1 cucch. per ogni uovo)
marsala (1/2 guscio per ogni uovo)
panna

Ho preparato lo zabaione montando le uova con lo zucchero, aggiungendo il marsala e continuando a montare a bagnomaria fino a che il composto si è gonfiato e rassodato (circa 10 minuti - c'è anche un sistema più tecnico, con temperatura delle uova, ma non mi ricordo a quanto dovevano arrivare, guarderò e inserirò!). Ho lasciato raddreddare lo zabaione e l'hop mischiato con la panna montata in proporzione 1/3 panna, 2/3 zabaione. Quindi ho bagnato i savoiardi con il marsala allungato con acqua, li ho messi in uno strato in una grande coppa, poi ho aggiunto la marmellata, anche questa allungata con un poco di acqua, poi lo zabaione amalgamato con la panna montata, e ancora savoiardi, marmellata, zabaione. Se lo si lascia riposare qualche ora il connubio è migliore.

21 luglio 2005

Un bel libro

Questo libro mi è stato consigliato dalla padrona di casa di coquinaria e me ne sono subito innamorata. Innanzitutto la veste grafica è favolosa, bella l'impagina- zione, chiari gli ingredienti, innovative e divertenti le foto. In secondo luogo le ricette sono ben fatte, non particolarmente difficili o elaborate ma perfette per il risultato che si ottiene. Un mio cavallo di battaglia sono i brownies, in 30 minuti semplicemente mescolando gli ingredienti si ottengono dolcetti perfetti per un fine serata, morbidi al centro, croccanti fuori, i migliori brownies, proprio come dice il titolo della ricetta.
Ecco qualche altra foto del libro ed una versione leggermente modificata dei "migliori brownies"

BROWNIES ISPIRATI DAL LIBRO CIOCCOLATO
120 gr cioccolato fondente
90 gr burro
2 uova
220 gr zucchero
90 gr farina
60 gr noci

sciogliere il burro con il cioccolato, sbattere le uova in modo da mescolare bene tuorlo e albume, mettere le uova nel cioccolato+burro, aggiungere lo zucchero e la farina, quindi le noci. Imburrare ed infarinare lo stampo, versare il composto e cuocere a 180-190 gradi per mezz'ora.
Lasciar riposare una mezz'oretta quindi tagliare a quadretti e sformare.
Io uso una tortiera di pirex o di porcellana da forno mi è difficile dare le misure perchè è ovale, sarà circa 22 cm sull'asse lungo e 12-15 su quello corto. Il libro dice uno stampo quadrato 20x20, fate voi le proporzioni, comunque ritengo importantissimo usare quel tipo di materiale.
Altro accorgimento importante è non cuocere troppo, altrimenti l'interno diventa duro e ciccoso.
Trish Desaine
CIOCCOLATO!
Guido Tommasi Editore
2003
160 pagg.
€ 22,00

20 luglio 2005

Involtini di lonza con pomodorini


Oggi a pranzo ho preparato questi involtini, li ho cotti alla piastra ma sarebbe stato meglio cuocerli in forno, a 220 gradi per 10-15 minuti, sono molto versatili, veloci, buoni e gustosi, che volete di più?

INVOLTINI DI LONZA
6 fettine di lonza di maiale
6 pomodorini
1 mozzarella
basilico
pangrattato
sale pepe
olio

Spennellare leggermente le fettine con l'olio e passarle nel pangrattato, schiacciando bene con le mani. Con il batticarne schiacciare i pomodorin e ridurli ad un velo, affettare sottilmente la mozzarella. Riempire le fettine con mozzarella, pomodorino e una foglia di basilico. Arrotolare ben stretti, fermare con uno stecchino e cuocere sulla piastra per circa 10 minuti, oppure in forno a 220 gradi, in una pirofila, ben stretti l'uno acccanto all'altro e con la chiusura rivolta verso il basso. Le dosi sono per due persone. Li ho serviti tagliati a metà e disposti con il taglio verso l'alto, su un letto di insalata
.

Parlavamo di Trieste


Come raccontavo amo spassionatamente questa città. Distesa sul mare, con i suoi palazzi di pietra grigio perla, la piazza principale che guarda il mare ed il carso alle spalle ad incorniciare la città. Trieste è bella ma non sfacciata, affascina col tempo fino a che la trovi tua senza quasi accorgertene.
Soprattutto, a Trieste si vive bene, è una città di confine, mitteleuropea, con tanti avvenimenti culturali ma anche una dimensione raccolta. Il sabato e la domenica si va al mare, proprio davanti alla città, o in barca a vela, verso la slovenia, il ritmo non è quello forsennato di Milano, si respira, si pensa a sé stessi, pur facendo esattamente le stesse cose di noi lombardi. Ed ora un poco di fotografia della città, alcune sono di repertorio.

Vista dalla costa di Barcola, quartiere della città

Vista dal mare

Il palazzo del comune in piazza, unità visione notturna

Il Fritolin, localino sul lungomare di barcola, frittia tutte le ore

Allevamento di cozze al confine con la slovenia, i cormorani attendono il pranzo

19 luglio 2005

Stuzzichini



Dopo il ritorno il frigo è vuoto, e la macchina fotografica scarica, quindi inserisco un'immagine di repertorio, purtroppo non particolarmente artistica. Il risultato però è veramente valido. La prima volta li ho fatti per caso, per smaltire qualche avanzo, ma ora li presento spesso sia per accompagnare un aperitivo, sia nelle cebe in piedi, sia come antipasto di una cena più formale ( disposti in piedi, geometricamente su di una raviera in modo che un rotolo sostenga l'altro e mantengono meglio la forma).

ROTOLINI DI SPECK
speck
ricotta
erbette lesse o spinaci
noce moscata
sale pepe

mescolare la ricotta con le erbette ben tritate (ma non frullate), purtroppo vado sempre ad occhio, diciamo che devono avere lo stesso volume, aggiungere sale, pepe è un'idea di noce moscata. Spalmare un peggero velo su una fetta di speck ed arrotolare, se la fetta è alta tagliare in due il rotolo. Fine della ricetta!!


Aggiungo anche un'altra idea molto comoda, soprattutto per un aperitivo improvvisato, questa foto mi fa molto ridere perchè sembra tratta da una vecchia rivista di cucina.

SGONFIOTTI DI SFOGLIA AL FORMAGGIO
pasta sfoglia
formaggio groviera

Stendere la pasta sfoglia e cospargerla di formaggio grattuggiato a filetti sottili, ripiegare in due la pasta e abbassarla con il mattarello a metà del suo spessore, quindi cospargere nuovamente di formaggio, ripiegare e stendere con il mattarello. Com la rotella dentellata formare dei pastoncini di pasta che andranno cotti in forno su una leccarda rivestita di carta forno per circa 10 minuti a 210 gradi. Attenzione prchè bruciano in fretta.
Si possono fare versioni varie aggiungendo erbe aromatiche o frutta secca o spezie.

18 luglio 2005

Di ritorno


Trieste è una città meravigliosa, mi ha assorbito talmente tanto da non riuscire a fare foto, o quasi. Per festeggiare il ritorno un ritratto del tram di Opicina, che porta dalla città a questa piccola frazione, nei boschi del Carso. Il percorso, in pendenza indescrivibile, è altamente panoramico, si vede dall'alto tutta la città e parte della costa. Per oggi solo questo piccolo assaggio, domani sarò più esauriente.

15 luglio 2005

Parto..


Sono in partenza, quindi da oggi e per un po' di giorni non ci saranno aggiornamenti, spero di tornare carica di novità, di fotografie, di cosine interessanti. Per il momento vi saluto con una ricetta di dolcetti al cocco tratta dal sito le milleur du chef e leggermente modificata. Sono molto veloci, buoni e freschi e poi io adoro il cocco!
DOLCETTI AL COCCO
250 gr di farina di cocco
160 gr di zucchero
2 uova
latte d dl
Bagnare la farina di cocco con il latte e lasciarla riposare in frigo in modo che si inumidisca bene, mescolare poi tutti gli ingredienti insieme. L'ipasto non sta proprio insieme, ma pigiando ben bene tra il palmo di una mano e le dita dell'altra si possono ottenere delle piramidine, che andranno cotte su una placca coperta di carta da forno, a 160 per circa 15 minuti. Se si conservano in un tapper in frigo rimangono più morbidi.

14 luglio 2005

Viva la pappa


Mentre i giornali titolano a caratteri cubitali che l'Italia sarà presto vittima di attentati, persone che mi sono vicine vivono momenti di grande difficoltà e anche nel nostro piccolo le cose sembrano più difficili di quello che sono, la vita continua imperturbabile a scorrere. E dunque un sospirone e avanti, con il sorriso sulle labbra e una nuova ricetta in attesa di vedere che cosa ci riserva la giornata (la serata dovrebbe riservare una cena fuori - almeno così mi è stato promesso - prospettiva davvero interessante). L'avevo accennato ieri, che la pappa bolliva in pentola, ecco il risultato, un po' smilzo perchè avevo poche erbe aromatiche, ma cipolla e pomodori erano squisiti ed il pane, sebbene non puro toscano (e si vede perchè non si è sciolto del tutto) era comunque all'altezza.

PAPPA COL POMODORO
8 pomodori maturi
mezza cipolla rossa
4-5- fettone sottili di pane raffermo
sale
erbe aromatiche a piacere
Nel coccio alto (non quello della foto, un'altro) ho soffritto la cipolla, aggiunto le erbe aromatiche e i pomodori, lasciato cuocere in modo che facessero acqua e si disfassero, poi ho aggiunto il pane, fetta per fetta, in modo che si sciogliessero nel succo dei pomodori. Ho lasciato bollire piano piano per un'ora e passa e lasciato riposare un giorno.
Ora vado a mangiarmela.

13 luglio 2005

Prima... e dopo


Oggi pranzo da sola. Vista la grande quantità di pomodori acquistati sabato al mercato da papà ho fatto la pappa col pomodoro, che al momento non vi faccio vedere perchè non è ancora pronta. Però avevo fame, così ho preso una zucchina, mezza cipolla rossa e due uova e...


UOVA STRAPAZZATE in un tegame antiaderente metto una noce di burro e lascio che si sciolga a fuoco lento, quindi metto le uova allungate con un goccio di latte ed inizio a girare con una forchetta di legno, mettendo e togliendo dal fuoco il pentolino perchè nonprendano troppo calore. Sono pronte quando sembrano quasi pronte, il tuorlo ancora ben cremoso e lucido, io le ho lasciate nel pentolino 10 secondi di troppo ma erano comunque soffici. Versione migliore è quella con la panna, ma non è consentita visto l'avvicinarsi delle vacanze al mare.

Sorpendente


Per il momento riesco a sostenere l'aggiornamento giornaliero, il che per me è certamente un traguardo. Ieri tornata a casa dopo aver pubblicato le foto del pesto di mandorle ero piuttosto ispirata ed ho preparato la salsa di noci con cui ho condito delle pennette rigate, data la mancanza dei pansotti. Ho impiegato 3 minuti a preparare la salsa e 10 a fotografare il risultato!! In realtà la fotografia è stata scattata a metà dell'opera, per farvi vedere la consistenza pastosa che deve avere il composto prima dell'aggiunta dell'acqua di cottura.

Ecco dunque la
SALSA DI NOCI
15-20 gherigli di noci
1 fetta e 1/2 di pan carrè senza crosta
latte
olio leggero
sale
parmigiano a piacere
aglio se vi va
Mettere la mollica di pan carrè in ammollo in due dita di latte, in modo che si bagni per bene. Tostare le noci in una padella antiaderente, basteranno due minuti a fuoco medio, attenzione a non bruciarle. Nel bicchiere del fullatore (io uso quello ad immersione, arnese per me insostituibile) mettere il pane bagnato (non strizzato) le noci, il sale, un poco di olio e l'aglio, se ne avete voglia, e iniziare a frullare in modo da ottenere una sorta di pasta di noci. Se serve liquido si può aggiungere olio o latte ma pochissimo per volta. Quando è ben omogeneo è pronto, prima di servirlo si allunga con l'acqua della pasta, anche in questo caso vale la regola di aggiungere pochissimo liquido alla volta.

12 luglio 2005

Sempre in tema



Sto iniziando ad orientarmi in questo misterioso mondo, ho scoperto come cambiare il colore dello sfondo, ma mi sono affezionata a questo verde pistacchio e credo che per un po' lo terrò. Ho iniziato a inserire i link a siti e blog, non so bene come ma ci sono riuscita. Colgo l'occasione per omaggiare CENZINA che con il suo blog il cavoletto di bruxelles mi ha introdotto al meraviglioso mondo dei foodblogs. La veste grafica del mio blog è molto simile alla sua (l'origine è la stessa) ma spero al più presto di riuscire a modificarla in modo da non sembrare una brutta copia.
Ed ora passo alla ricetta quotidiana, come in un giochino di associazioni di idee se ieri il colore dello sfondo mi ha portato ai pistacchi, oggi i pistacchi mi hanno richiamato alla mente le mandorle e dunque ecco il
PESTO DI MANDORLE
100 gr di mandolre spelate
3 pomodorini secchi sott'olio
7/8 foglie di basilico
sale grosso
olio delicato
due pomodori
metto le mandorle nel bicchiere del frullatore con 7/8 foglie di basilico, tre pomodorini secchi ammollati, un po' di olio di oliva delicato, poco sale ed inizio a frullare in modo che le mandorle siano triturate ben bene, viene fuori una pappetta densa, quasi compatta. A questo punto aggiugo un paio di pomodori, che ho prima spellato (a volte, se ho fretta li butto dentro interi) e continuo a frullare, infine acqua della pasta fino a che la pappetta non si trasforma in salsa, io ne aggiungo poca alla volta e continuo a mescolare, è l'unico momento in cui si deve stare un po' attenti perchè se si mette troppa acqua diventa una broda, se se ne mette troppo poca la pasta diventa asciuttissima (in questo caso una volta condita aggiungo un po' di acqua bollente e ho risolto!!). La servo senza formaggio, si deve sentire il sapore dolce delle mandorle, equilibrato dal basilico e con il sottofondo del pomodoro, attenzione ai pomodorini secchi perchè a volte hanno un sapore sovrastante.

11 luglio 2005

Tono su tono


Il colore dello sfondo (è provvisorio, forse cambierà) mi ha fatto venire in mente questo pesto di pistacchi, il mio primo esperimento con il mortaio in marmo ed il pestello in pero, ragalato (o meglio finanziato) dalla mamma. Visto che i colori saranno uno dei miei prossimi temi di sperimentazione, ho pensato che non poteva esserci migliore inizio di una ricetta tono su tono.
La ricetta, se ricetta si può chiamare, è questa
PESTO DI PISTACCHI
60 gr di pistacchi siciliani
sale
olio ligure, o comunque leggero
pestare nel mortaio i pistacchi, un pizzico di sale grosso ed un poco di olio. Si ottiene un pastone che andrà allungato con un poco di acqua di cottura prima di condire la pasta. Se si ha fretta, o non si ha una mamma finanziatrice di mortaio di marmo, si può tentare con il frullatore ma, ovviamente, non sarà la stessa cosa!

Il primo post

E' un po' che mi frulla in testa l'idea di un blog tutto mio ed eccomi qui, emozionata e spaesata come il primo giorno di scuola.
Credo di dover iniziare dai buoni propositi, queste pagine saranno il mio diario culinario, ma non escludo escursus qua e là: luoghi, pensieri, persone; insomma non ho le idee molto chiare ma ricette e foto le troverete di sicuro. Ovviamente il progetto è di aggiornare tutti i giorni, magari più volte al giorno, di inserire ricette illustrate passo passo, di sperimentare nuovi ed inesplorati (per me) terreni. Poichè mi conosco vi dico già che in realtà non sarò mai così solerte, la pigrizia prenderà il sopravvento ma chissà che questo blog non riesca a prevalere sulla mia anima pigra...
Infine i ringraziamenti a Lele, autore del nome del blog e sostenitore entusiasta dell'idea, forse non del tutto consapevole che lo attende una dura vita di cavia, commentatore, fotografo, consigliere.
Esaurita la presentazione sono pronta a partire, curiosa di vedere come verrà questo primo post del mio nuovo blog!